Progetto Culturale della Chiesa

Progetto culturale della Chiesa

Il Progetto Culturale è chiamato ad operare nell’ambito del rapporto tra la fede, che ispira l’antropologia cristiana, e la situazione culturale contemporanea, con una distinzione in due livelli:
– le grandi aree tematiche, per se stesse interdisciplinari, che toccano i contenuti fondamentali della fede nel loro impatto con i nodi più vivi del pensiero e dell’ethos contemporanei;
– i temi emergenti di volta in volta nel dibattito culturale e nella vita sociale, a cui appare necessario offrire risposte evangelicamente illuminate, che orientino il pensare e l’agire comune dei cristiani e li rendano capaci di entrare in dialogo con tutti.

UN PROGETTO CULTURALE DELLA CHIESA, PERCHÉ?
Basta partire dai due termini: ”progetto” e ”cultura”. ”Progetto”: tutti ne facciamo, giusti o sbagliati. ”Cultura”: non erudizione, ma quella che riguarda tutti, perché tutti abbiamo i nostri modi di vedere, di pensare e di comportarci.
«Perché vivo in un certo modo e non in un altro? Che cosa c’è dietro le mie scelte? E le scelte nostre, della collettività, del mio quartiere, della mia città?».
Progettare la mia vita e le mie scelte perché siano secondo l’insegnamento di Cristo e della Chiesa significa entrare nel progetto culturale orientato in senso cristiano.

 

PROGETTO CULTURALE: QUANDO LA CHIESA HA COMINCIATO A PARLARNE?
– Nel 1994 (nella sua prolusione al Consiglio permanente della CEI) il card. Camillo Ruini fa per la prima volta un accenno a un ”progetto culturale”: ”cultura” come terreno di incontro tra la missione propria della Chiesa e le esigenze più urgenti della nazione.
– Nel 1995 il Convegno ecclesiale di Palermo registra un consenso generale intorno al progetto.
– Nel 1996 tre seminari di studio promossi dalla CEI e l’Assemblea Generale dei Vescovi delineano le motivazioni e i contenuti del progetto culturale.
– Nel 1997 viene pubblicato dalla Presidenza della CEI il documento fondativo Progetto culturale orientato in senso cristiano. Una prima proposta di lavoro.

QUALE ORGANISMO DELLA CHIESA ITALIANA SE NE OCCUPA?
Il Servizio nazionale per il progetto culturale viene costituito nel 1997 all’interno della Segreteria Generale della Conferenza Episcopale Italiana come centro di raccordo per i diversi soggetti impegnati nell’attuazione del progetto culturale: le diocesi, in ciascuna delle quali opera un ”referente diocesano per il progetto culturale”, i centri culturali cattolici, le associazioni e i movimenti, gli ordini religiosi, le Facoltà teologiche, le riviste e gli intellettuali di matrice cattolica.
Il Servizio collabora con gli Uffici della CEI per sviluppare l’aspetto culturale dell’evangelizzazione nei diversi settori della vita della Chiesa; svolge un’azione di monitoraggio, di osservatorio e di documentazione sulle iniziative volte a coniugare fede e cultura; organizza incontri di studio a carattere nazionale su temi di rilievo per il progetto culturale; coordina il Centro Universitario Cattolico, organo che non soltanto propone un sostegno economico a giovani aspiranti alla carriera universitaria, ma che offre loro, attraverso periodici incontri, occasioni di confronto culturale e di dialogo formativo e spirituale.
Nel 2008 è stato costituito il Comitato per il progetto culturale, “finalizzato a promuovere  il progetto culturale orientato in senso cristiano, accompagnandone la riflessione e sostenendo le attività del relativo Servizio nazionale”.

COME SI FA ”PROGETTO CULTURALE”?
Innanzitutto si tratta di analizzare i nostri comportamenti e le nostre idee e chiederci se sono frutto di una maturazione consapevole. Per elaborare questo giudizio abbiamo bisogno di risalire alle fonti che ci ispirano. Se la fede è per noi il punto di riferimento, la nostra bussola per orientarci ogni giorno, allora è bene verificare se la nostra visione della vita, che si riflette nelle nostre scelte, è coerente con essa e, di conseguenza, se sui problemi cruciali del nostro tempo siamo in grado di offrire una testimonianza di fede plausibile. L’obiettivo è acquisire una vera e propria mentalità di fede, che diventa tale solo se non è circoscritta ma è in un continuo confronto con quella di altri. Questo metodo permette di riflettere per poi finalmente vivere e agire ”in senso cristiano”.  (cfr. Perché? Cos’è? Cosa fare? Dove? n. 1)

CHI FA ”PROGETTO CULTURALE”?
Sono chiamati in causa le parrocchie, i sacerdoti, i religiosi, le associazioni e i movimenti, i Vescovi, gli Uffici diocesani della pastorale, i centri culturali cattolici (cfr. Centri culturali cattolici n. 2), i teologi, i docenti, le università e le istituzioni culturali, gli operatori della cultura e delle comunicazioni sociali.
I ”referenti diocesani per il progetto culturale” hanno la funzione di operare una ”tessitura” tra tutte queste presenze che sono altrettante risorse da valorizzare, permettendo a ciascuna di sviluppare la propria specificità, il proprio ”carisma” all’interno di un’azione corale.

IN CONCRETO, COSA SI DEVE FARE PER PROMUOVERE IL PROGETTO CULTURALE NEL TERRITORIO?
L’obiettivo è giungere a un programma di realizzazione di iniziative radicato nel territorio, elaborato grazie all’apporto dei diversi soggetti impegnati. Favorire il lavoro comune attorno a obiettivi mirati è una modalità operativa che permette di partire dall’esistente, valorizzando le risorse di persone e di strutture già presenti e operanti, e nello stesso tempo di elaborare interventi scaturiti da bisogni e attese avvertiti in una comunità ben precisa.

ESISTE UN NOTIZIARIO DEL SERVIZIO NAZIONALE?
L’Osservatorio Comunicazione e Cultura, mensile edito in collaborazione con l’Ufficio nazionale della CEI per le comunicazioni sociali, è un agile strumento di collegamento per far circolare idee e informazioni tra coloro che operano nell’ambito delle comunicazioni sociali e del progetto culturale. Dal giugno 2009 l’Osservatorio si è trasferito sulle pagine web di entrambi gli uffici, per poter utilizzare a pieno le peculiarità della ‘grande rete’.

PERCHÉ LA PIAZZA COME LOGO?
Una piazza aperta, dalla forma ellittica, su cui si affacciano il campanile e il palazzo pubblico, le case e i portici. È questo il logo del progetto culturale. Dall’agorà dei Greci alla piazza del Comune, la piazza ha sempre rappresentato il cuore della città. Nel villaggio globale, la piazza del progetto culturale è un luogo dove incontrarsi, confrontarsi e riconoscersi attorno alle idee e ai problemi. È anche il luogo dove pensare più a fondo e alla luce della fede le questioni fondamentali della cultura. È, infine, il luogo dove comunicare tutto questo agli altri, nella convinzione che la comunità nasce anche dalla comunicazione.
Il logo del progetto culturale è ormai diventato un simbolo ben conosciuto nella comunità ecclesiale e talvolta anche all’esterno di essa. Affiancando le iniziative che animano il ‘cantiere’ può rivelarsi di utile impatto comunicativo, permettendo di identificare facilmente il soggetto e lo spirito che stanno dietro agli eventi cui si lega. Per questo, oltre alle attività del Servizio nazionale, si presta ad accompagnare anche le iniziative promosse in ambito locale che si inseriscono nell’alveo contenutistico del progetto culturale.

I CONTENUTI DEL PROGETTO CULTURALE

QUALI SONO GLI AMBITI IN CUI IL PROGETTO CULTURALE È CHIAMATO A OPERARE?
Il rapporto tra la fede, che ispira l’antropologia cristiana, e la situazione culturale contemporanea, con una distinzione in due livelli (Progetto culturale orientato in senso cristiano. Una prima proposta di lavoro,n. 3):
– le grandi aree tematiche, per se stesse interdisciplinari, che toccano i contenuti fondamentali della fede nel loro impatto con i nodi più vivi del pensiero e dell’ethos contemporanei;
– i temi emergenti di volta in volta nel dibattito culturale e nella vita sociale, a cui appare necessario offrire risposte evangelicamente illuminate, che orientino il pensare e l’agire comune dei cristiani e li rendano capaci di entrare in dialogo con tutti.

COME SI È MOSSO IL SERVIZIO NAZIONALE PER IL PROGETTO CULTURALE?
Per quanto riguarda le grandi aree tematiche, ha cercato di individuarne tre su cui focalizzare la riflessione, e verso cui orientare le attività di ricerca(cfr. Tre proposte per la ricerca, sussidio a cura del Servizio nazionale per il progetto culturale, 1998):
– libertà personale e sociale in campo etico;
– identità nazionale, identità locali e identità cristiana;
– interpretazione del reale: scienze e altri saperi.
Per i temi emergenti, ha concentrato l’attenzione su ambiti ritenuti rilevanti per l’antropologia e la trasmissione della fede: spiritualità ed espressione della fede; famiglia e vita; scuola ed educazione; responsabilità verso il creato.

QUALI INIZIATIVE SONO STATE ATTUATE IN QUESTI AMBITI?
Anche qui, essenzialmente tre:
– il Forum del progetto culturale
– i seminari di studio
– le iniziative a sostegno della ricerca realizzate da esperti delle più diverse discipline, nella comune prospettiva di un’antropologia ispirata al Vangelo.

FORUM, COME E PERCHÉ?
I Forum sono stati occasioni per un nuovo dibattito e un confronto diretto all’interno della comunità ecclesiale, che ha visto coinvolte, insieme ad alcuni Vescovi, circa duecento figure di rilievo della cultura cattolica.
Iniziati nel 1997 con una riflessione introduttiva sugli orizzonti del progetto culturale, si sono poi articolati nel corso degli anni in vari momenti:

1997 Fede, libertà, intelligenza
1998
L’Europa sfida e problema per i cattolici
2000
Mutamenti culturali, fede cristiana, crescita della libertà
2001
Il futuro dell’uomo. Un progetto di vita buona: corpo, affetti, lavoro
2003
Di generazione in generazione. La difficile costruzione del futuro
2004
A quarant’anni dal Concilio. Ripensare il Vaticano II, di fronte alle attuali sfide culturali e storiche
2005
Cattolicesimo italiano e futuro del Paese
2007
La ragione, le scienze e il futuro delle civiltà
2009 L’emergenza educativa: persona, intelligenza, libertà, amore

SEMINARI DI STUDIO, COME E PERCHÉ?
I seminari di studio sono stati momenti di approfondimento dedicati al problema della trasmissione della fede in una realtà in accelerata trasformazione.
Una speciale attenzione è stata riservata: alla vita cristiana che, in forza di una robusta spiritualità, è capace di incidere sul contesto culturale; all’urgenza di rinnovare le antiche forme di devozione popolare e promuovere quelle nuove, affinché la dimensione popolare del cattolicesimo italiano continui a trovare forme adeguate di espressione; infine, alla responsabilità verso il creato, che appare oggi un mezzo privilegiato per recuperare la coscienza della creaturalità dell’essere umano.

INIZIATIVE DI SOSTEGNO ALLA RICERCA, QUALI?
Le tre grandi aree tematiche prima delineate sono state affrontate in alcuni loro aspetti, tra i quali: libertà, responsabilità, giustizia e bene; l’etica della persona; bioetica, diritti umani e multietnicità; identità cristiana, identità nazionale ed europea, identità locali; interpretazioni filosofiche, scientifiche e teologiche del reale; linguaggio, modelli dell’intelligenza e comprensione della fede.
Le modalità previste comprendono una vasta gamma di iniziative, tutte svolte in collaborazione con altre istituzioni accademiche, secondo uno stile di valorizzazione di quanto già si fa e di incoraggiamento alla collaborazione tra soggetti diversi.

A CHE SERVE TUTTO QUESTO?
A costruire, con le categorie di oggi, una visione del mondo cristiana, consapevole delle proprie radici e della propria pertinenza sulle questioni vitali e fiduciosa circa le proprie potenzialità nel dialogo con la cultura contemporanea (cfr. Progetto culturale orientato in senso cristiano, n. 2).
Si tratta, in una parola, di essere capaci di dire in modo originale e plausibile la nostra fede: su questo terreno decisivo il progetto culturale si inserisce nel dinamismo della ”nuova evangelizzazione”.

CREARE UNA NUOVA ENCICLOPEDIA CATTOLICA?
No: si tratta di riconoscere le sfide cruciali che la cultura pone oggi alla fede. Proprio raccogliendo queste sfide la fede esprime la sua energia creativa e alimenta il rinnovamento dell’uomo e della società. Se si punta infatti a definire tutto, ad avere l’inventario dei contenuti per poi svilupparli uno a uno il rischio è quello della paralisi.
Se, al contrario, cerchiamo di abitare le questioni che concretamente sono di fronte a noi, allora ci mettiamo in condizione di proporre stili di vita cristiani praticabili e plausibili. Insomma, i contenuti del progetto culturale non sono e non saranno un’enciclopedia, piuttosto il frutto di un cammino quotidiano di traduzione del Vangelo nella vita.

DOVE TUTTO QUESTO TROVA FONDAMENTO?
Nel significato e nella centralità dell’evento di Gesù Cristo.
In Cristo, infatti, ci è data un’interpretazione di Dio e dell’uomo, e quindi implicitamente di tutta la realtà, che è così pregnante e dinamica da potersi incarnare nelle più diverse situazioni e contesti storici, mantenendo al contempo la sua specifica fisionomia, i suoi elementi essenziali e i suoi contenuti di fondo.

http://www.progettoculturale.it/