Don Bezzi ospite di Cascina

nov 29th, 2017 | By | Category: Eventi

Preceduta  dalla partecipazione della apertura dell’anno giubilare diocesano con la concomitante ordinazione diaconale di due seminaristi, è ripresa l’attività del Serra Club di Cascina, cui ha fatto seguito il 10 ottobre una relazione introduttiva sul tema del corrente anno sociale tenuta da don Salvatore Glorioso nella sua qualità di direttore del Centro Diocesano Vocazioni.

L’attività del Club è poi proseguita con la consueta conviviale e la celebrazione della Santa Messa in suffragio dei defunti serrani cui ha fatto seguito la testimonianza vocazionale di don Gabriele Bezzi, cappellano del Serra Club di Livorno.

DON BEZZI

Si è trattato di una testimonianza particolarmente toccante intessuta di passaggi anche dolorosi ma nella quale si è potuto respirare a pieni polmoni la convinta bellezza della vita che non può essere compromessa nemmeno dalla morte e nemmeno da una morte precoce.

Ha fatto da filo conduttore alla testimonianza la canzone di Renato Zero: la vita è un dono. “Nessuno viene al mondo per sua scelta”. La vita è un dono che comprende “ogni emozione che ancora ci sorprende (l’innamorarsi), il bene (gli affetti) che colpisce come il male persino quello che fa più soffrire (la morte prematura della persona amata) e l’amore sempre diverso (il successivo innamorarsi di Cristo, lo scegliere la vocazione sacerdotale rinunciando ad un lavoro avviato e ad un secondo amore nascente)”.

“E’ un dono che si deve accettare (riconoscere come tale)”. Ed al cui riconoscimento e apprezzamento ci guidano le parole del Salmo 8. Poi, come tutti i doni, lo si può godere nella misura in cui lo sapremo “condividere”. La vita sacerdotale diventa, allora, un validissimo modo per condividere il dono della vita.

Un dono che, infine, “dovremo restituire”. E’ questo un aspetto che ha indotto don Gabriele, lui che è anche un maratoneta, a paragonare la vita ad una corsa. Il punto culminante è tagliare il traguardo. Nel caso della vita quel traguardo è morire. Siamo e saremo veri uomini nella misura in cui sapremo tagliare questo traguardo perché il ricordo è solamente per gli atleti che lo tagliano. Solamente se sapremo tagliare il traguardo della morte sapremo, parafrasando ancora la canzone di Renato Zero, “che per noi non c’è mai fine”.

Siamo, del resto, seguaci di un Crocifisso che è Risorto. E abbiamo, pertanto, la certezza che “dopo un viaggio che può sembrare senza senso arriva fino a noi l’Amore che anche questa sera dopo una vita intera (nel momento della morte) è con me (noi). “Credimi: è con noi”: lo dice la canzone di Renato Zero, lo ha ripetuto don Gabriele ed è la certezza del credente che impegna il sacerdote affinché il credente ne prenda piena consapevolezza.

Paolo Chiellini

 

 

 

 

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